martedì 6 aprile 2010

Pasquetta...e il picnic a in casa!


Il progetto era quello di fare un picnic, e quindi di cucinare cose adatte al trasporto e al consumo "spartano".
Ma visto il tempo, abbiamo optato per una location decisamente più comoda:la cucina di Marta!
Il menù è rimasto comunque quello originario: semplice ma molto gustoso e perfetto per un pranzo (o se preferite una cena), fra amici.
Primo: riso freddo ai cinque cereali...in realtà sarebbe riso ai cinque cereali freddo, ma mi sembra che torni poco in italiano!
Comunque, l'ha cucinato Marta, ma approssimativamente vi posso dire che comprende riso ai cinque cereali, pomodorini,olive verdi, mozzarella e origano...è veramente buono, leggero e saporito, ogni volta che lo cucina finisce che io ne mangio un sacco!
Secondo: bracioline fritte, carciofi fritti e patatine fritte...siamo andati sul dietetico!
Allora, visto che era la prima volta che cucinavo bracioline e carciofi e visto che penso che se qualcuno legge questo blog di sicuro non è molto più cuoco di me, vi spiego come si fa: le bracioline (che se sono troppo grandi vanno divise a metà) si devono prima ammorbidire un po' battendole con quella cosa tipo martello da cucina rotondo...non so come si chiama, forse è un "batti bracioline"!
Poi vanno passate nell'uovo (quante uova sbattere dipende dal numero di bracioline ovviamente, per esempio io ne ho usate 5 per una quantità di carne giusta per 5 persone), premute bene nel pangrattato e poi di nuovo nell'uovo, e infine si friggono nell'olio bollente.
I carciofi vanno puliti, fatti a pezzettini e lasciati per un po' nell'acqua e limone.
Dopo di che li si passa nella farina e poi si friggono direttamente (volendo si possono passare anche nell'uovo ma io non l'ho fatto perchè così sono buoni lo stesso e un po' meno pesi).
E ora veniamo al dolce...Maffin fatti da Marta che abbiamo mangiato ancora un po' tiepidi accompagnati da cioccolata dell'uovo (TANTA cioccolata dell'uovo...): eccezionali!
Bene, quindi nonostante il sole ci abbia boicottato, il nostro picnic è riuscito alla grande!

domenica 4 aprile 2010

Casa d'Africa...mon amour!

Casa d'Africa è in assoluto il mio ristorante preferito.
E ogni tanto ci DEVO andare o vado in crisi d'astinenza...
Ambiente rustico ma con un che di raffinato, caldo e accogliente d'inverno, fresco e rilassante d'estate.
Ma veniamo al cibo...Antipasto Gran Misto del Padule: crostini (bruschetta di pomodoro, polenta con ragù, crostino di funghi), affettati (prosciutto crudo, salame, rigatino) e al centro un budino di cus cus, il tutto servito su un tagliere di legno piuttosto gigante (questo per far capire che se si chiama GRAN misto c'è un motivo)...un antipasto classicissimo ma davvero buonissimo.
Poi pizza...io ho preso una capricciosa perchè Casa d'Africa è uno dei pochi ristoranti nei quali ci mettono tutti e solo gli ingredienti che piacciono a me (carciofini, olive, prosciutto cotto e funghi), ma tutte le loro pizze sono deliziose: croccanti, nè troppo fini nè troppo massicce, nè troppo piccole nè troppo grandi, nè troppo pomodoro nè troppo poca mozzarella...perfette.
Ma il vero motivo per cui non si può non andare a Casa d'Africa sono i DOLCI!
Decisamente uno più buono dell'altro...prima o poi mi leverò la soddisfazione di ordinarli tutti e di cenare solo con quelli!Comunque per questa volta mi sono "accontentata" di un semifreddo ai pinoli con cioccolato fondente fuso...eccezionale!
Tutto ciò più vino (molto buono), acqua e caffè 23 euro. Non è pochissimo ma considerata la qualità del cibo e l'ambiente credetemi, ne vale la pena!

Che la festa cominci

"Che la festa cominci", edito da Einaudi, è l'ultimo libro di Niccolò Ammanniti.
In realtà l'ho finito di leggere già da un paio di settimane, ma ho avuto bisogno di un po' di tempo per digerirlo, metabolizzarlo e quindi per poterne scrivere.
La sua scrittura è senza ombra di dubbio geniale e molto coinvolgente, e la trama, nella prima parte è brillante, a tratti esilarante, con un retrogusto dal sapore fortemente amaro che a mio avviso non può non piacere.
Da un po' più di metà in poi, quello che era grottesco diventa del tutto surreale, il tresh si fa decisamene macabro e i toni tragicomici assumono l'aspetto di una tragedia a tutti gli effetti.
Nonostante ciò si va avanti, pagina dopo pagina, sempre più veloci, quasi drogati da quella storia che diventa sempre più assurda e dalla narrativa che è sempre più serrata...e poi finisce.
Non so dare un vero giudizio, direi che è un libro da leggere ma non da rileggere, nel senso che è una lettura che vale la pena di fare, per la bravura dell'autore e per la profonda critica alla società che traspare fra un elefante e un satanista, ma che io non rifarei, perchè non credo che ci potrei trovare nuove chiavi di lettura... ma piuttosto una nuova, grossa, dose di ansia.